L’inserimento delle sottozone o delle menzioni geografiche all’interno delle denominazioni è giunto per la prima volta in Italia, con il Brunello di Montalcino, il primo cru è il “Montosoli“, collina individuata nel 1972, per il suo carattere raffinatissimo, a discapito della potenza.L’azienda agricola Baricci detiene ben 5 ettari di questo tesoro, situati nella fascia più alta della collina e primi sostenitori di questa autorevole menzione geografica, nonché unici appezzamenti vitati della proprietà.Fondata nel 1955 da Nello Baricci, produce poco più di 30.000 bottiglie tra Rosso e Brunello di Montalcino.Nello investe ogni suo risparmio sull’acquisto del Podere Colombaio, borgo ferito dalla crisi, e lo rilancia valorizzando un terroir che nessuno aveva notato fino a quel momento. Le vigne non sono solo le più elevate, hanno esposizione verso nord e una composizione dello scheletro, tra galestro e scisto veramente unica, oltre che una costante ventilazione.Nel 1967, Nello fu il primo firmatario in assoluto a registrare i suoi vigneti al Consorzio del Brunello di Montalcino; la sua metodologia puramente tradizionale e ad oggi considerata “controcorrente“ non è cambiata: si continua a svolgere lunghe macerazioni e invecchiamenti in grandi botti di rovere di Slavonia da 20-40 Hl, per almeno 36 mesi per ottenere un fantastico Brunello di Montalcino.Il nome Baricci è un’istituzione a Montalcino, l’animo schietto e contadino di una delle denominazioni più prestigiose d’Italia.
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