Posta esattamente nel mezzo della denominazione del Chianti Classico, la sottozona di Radda è da sempre considerata un’area di vitale importanza strategica, amministrativa, ma soprattutto a livello enologico.Degustando i vini di Radda si può notare la loro unicità, dovuto ad un intreccio delle varie caratteristiche pedoclimatiche, il suolo qui è sassoso e calcareo, ricco di alberese e galestro, la ricchezza di scheletro assicura una forte tensione e vibrazione minerale e una incomparabile finezza.Su questa preziosa terra sorge una piccola e affermata cantina, il suo nome è Caparsa, con i suoi 12 ettari vitati, tutti certificati biologici.La sua storia ha inizio nel 1965, quando Reginaldo Cianferoni, professore universitario con radici contadine rileva la tenuta e pianta le prime vigne.Negli anni ottanta, la tenuta prende una nuova forma nelle mani del figlio Paolo Cianferoni. Paolo e la sua compagna Gianna, con l’aiuto dei figli Federico, Filippo, Fiamma, Flavio e Francesco trasformano l’attività in una realtà familiare curata fin nei più piccoli particolari; secondo la famiglia Cianferoni è il terroir che si ha a disposizione a plasmare i vini e non il contrario, per questo motivo Paolo coltiva quasi totalmente Sangiovese, segue i principi dell’agricoltura biologica e adotta tecniche che non sconvolgano l’equilibrio vegetale e animale creatosi negli anni.La filosofia promossa in vigna, si ripete in fase di vinificazione, semplicità e un ritorno alle origini, attraverso fermentazioni spontanee, con lieviti indigeni, abolizione di qualsiasi tipo di additivo e una fase di affinamento che si svolge esclusivamente in cemento e in botti di grandi dimensioni.In sostanza i vini di Caparsa, non cercano l’approvazione di ogni palato, ma sono tipiche e fedeli espressioni del territorio, che non vanno incontro a nessun tipo di compromesso.
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